Spesso all’aggettivo “libera” si aggiunge una similitudine associata a un’immagine. Che sia una farfalla. Che sia il vento.

O che sia una persona: Gala.

Gala, soprannome di Elena Ivanovna Diakonova, è stata una delle donne più libere e anticonformiste del secolo scorso.

Una personalità dirompente e un fascino inarrestabile, conosciuta soprattutto per i suoi favolosi anni ’30, quando incontrò e sposò Salvador Dalí.

Russa, emancipata, divorziata. Prima di essere moglie e musa del grande artista surrealista, ebbe il talento e la fortuna di avere un altro marito estremamente talentuoso e sensibile come solo i poeti sanno esserlo: Paul Eluard

I due si sposarono nel 1917 e l’anno seguente nacque la loro unica figlia.

Ma Gala, libera come solo lei ha saputo essere, sarebbe stata per Eluard solo una musa passeggera.

Intorno al 1922 Gala iniziò una relazione con Max Ernst e per un po’ Ernst visse con i coniugi Eluard nella loro villa a Eaubonne, a nord di Parigi.

Un ménage-à-trois intriso di erotismo, filosofia, poesia e arte.

Ancora alla ricerca di sé, musa e protagonista del movimento surrealista, l’incontro con il suo destino avvenne nel 1929, quando Éluard e Gala e i loro amici visitarono un giovane pittore surrealista in Catalogna: Salvador Dalí.

Lei aveva nove anni in più di lui, ma non c’è mai differenza per le anime affini.

Di lei, Dalì disse più e più volte che era la persona che lo aveva salvato dalla pazzia e da se stesso.

Anche dopo il matrimonio dei due, Gala continuò ad avere relazioni extraconiugali, senza che questo perturbasse il loro amore “a regola d’arte”.

Fu lo stesso Dalì a scrivere a Eluard:

“Staremo sempre insieme pur non condividendo sempre lo stesso letto, inseguiremo noi stessi attraverso altri sguardi, altri corpi. Avremmo amanti e saremo amati, in un cortocircuito dove tutto si confonde pur restando fedele a se stesso. Il nostro è un progetto, il vostro è stato un amore come tanti e Salvador Dalí sarà per sempre l’unico uomo che sarà riuscito a renderla felice. E soprattutto donna.”

Gala morì in Spagna nel 1982 e venne sepolta nel castello di Púbol, nei pressi di Girona, in Catalogna, che lo stesso Salvador Dalí aveva comprato per lei. Ad Eluard, rimase solo, parafrasando un suo verso, la curva degli occhi di Gala a girargli attorno al cuore. 

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