Parliamo de “La fantastica signora Maisel”, serie disponibile su Amazon prime video e per la quale è stata recentemente confermata la quarta stagione.

Quando si dice “una serie da Pop… Corn”!

Molto pop (olare) ma soprattutto molto corn(a!), questa serie racconta una storia bellissima di emancipazione femminile a partire proprio da un tradimento. E nell’America fine anni 50. Nell’alta borghesia ebrea. In quell’Upper West Side, nel cuore di Manhattan, dove tutti si conoscono e… Come glielo si spiega al rabbino a cena che tuo marito ti ha mollato per la segretaria?

Insomma: la signora Maisel all’inizio non sa fino in fondo di essere fantastica. Sa di essere ilare, solare e proattiva, ma sa anche di dover essere la brava e classica mogliettina. Così prepara arrosti per corrompere il proprietario del locale dove il marito dopo il lavoro tenta di tenere sketch per far partire la sua carriera di comico.

Proprio dopo l’ennesima serata finita in poche risate… Il marito Joel confessa a Midge di averla tradita e di volerla lasciare perché è innamorato di un’altra donna. Lasciandola lì, in pigiama e con due bambini che dormono nella stanza accanto. Sotto shock e dopo parecchi bicchieri di scotch (l’assonanza tra “shock” e “scotch” è casuale, ma divertente, che lo scotch sia l’alcolico giusto per berci su?) torna al Gaslight, il comedy club frequentato dal marito e si improvvisa cabarettista con uno spettacolo sulla sua situazione sentimentale.

Sulle corna. Ridere delle corna, ripartire da qualche parte, da un evento che più di tutti spacca la linea del tempo lineare, una perpendicolare netta che segna due tempi incomunicabili tra loro: un prima e un dopo. Niente sarà più uguale, e nei tempi scenici della serie lo si mostra piano, difficoltà dopo difficoltà, puntata dopo puntata. Si risale la china. E Midge lo fa dopo essersi messa in testa di voler vivere dei suoi spettacoli, essere una cabarettista.

Viene in mente quella frase di Ginger Rogers, parlando di Fred Astaire: “Ho fatto tutto quello che faceva lui, solo che lo facevo all’indietro e sui tacchi a spillo”. Fa un po’ pensare alle situazioni di tante donne che si ritrovano come Midge Maisel, costretta a crearsi una credibilità “maggiore” in un mondo maschile ma riuscendoci con i tacchi, con le borsette e i figli e le necessità economiche, a volte facendo slalom tra giorni difficili, a volte ricordando a tutti di potercela fare.

La serie, tra spettacoli di cabaret e ironia, affronta la ricostruzione di una donna, mostrando come intorno a lei, famiglia e società, aspetti come non sia una cosa seria la comicità. Una parentesi di poche settimane. E invece la questione è serissima, anche se fa ridere. Anche se sei donna, hai figli, un ruolo sociale. Niente è immutabile, neanche l’infelicità.