Scuole chiuse, soluzione baby sitter

La tanto agognata fase 2: la riapertura.

In tutte le chat whatsapp impazza la data del 4 maggio: quella in cui le attività potranno riaprire, rispettando sempre il distanziamento sociale ed evitando assembramenti.

La preoccupazione principale di famiglie con figli, però, rimane quella che riguarda la riapertura delle scuole solamente a settembre.

Come si fa con i bambini?

Se da una parte, tornare a lavorare è un sollievo per molti, dall’altra, milioni di famiglie si troveranno a dover gestire nell’immediato, la difficoltà di conciliare bambini e professione.

Saranno circa tre milioni gli italiani che riprenderanno servizio nelle varie attività, già dalla prima settimana di maggio, che dovranno destreggiarsi tra un problema e l’altro.

Non solo non si potrà contare sul sostegno degli istituti scolastici ma nemmeno il solito “piano B” si potrà mettere in atto: “i Nonni”!

Proprio loro saranno gli ultimi ad uscire, rimanendo la categoria più a rischio in caso di eventuale contagio.

Scuole chiuse e nessun aiuto da casa. Giochiamo il Jolly?

A questo punto pare davvero che l’unica alternativa praticabile rimanga il ricorso alla baby sitter.

Come fondatrice di Mamsitter Italia provo a darvi qualche “dritta” su come orientarvi sulla scelta di questa figura professionale che spesso si dà anche un po’ per scontata ma che in realtà non lo è affatto, considerato che influisce e non poco, soprattutto se la si “utilizza” per un prolungato periodo di tempo, sulla crescita dei nostri bambini.

Nato nel 2017, Mamsitter Italia nasce come progetto di mutuo aiuto per le famiglie.

Si articola su una Community di mamme, presente prevalentemente su Roma e Milano ma che si sta sviluppando anche in Abruzzo e nelle Marche, che sostiene le aderenti al circuito, con un baratto del tempo: Il Mamsharing.

Grazie alla rete ormai ben radicata sul territorio, quest’anno siamo state scelte come partner dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, in un progetto europeo di Family Share.

Passando per un network di mamme, la ricerca di baby sitter, colf e personale domestico in genere, diventa senza dubbio più efficace.

Quotidianamente ci pervengono richieste, segnalazioni, ci offrono referenze e ci chiedono aiuto, per trovare la persona giusta alla quale affidare il bene più prezioso: i figli.

Come founder di Mamsitter Italia, sin dall’inizio mi sono chiesta quali potessero essere i modi corretti per avviare una ricerca.

È vero. In una “ricerca di persone” come quella di una baby sitter, oggi i social sembrerebbe rappresentino un gran bel vantaggio.

Come pare lo sia anche il fatto che ogni famiglia possa iscriversi a servizi a pagamento che geolocalizzano le tate a seconda della vicinanza alle abitazioni.

Ma ricerche come queste che “garanzia di affidabilità” offrono realmente?

In questi casi chi garantisce la correttezza, l’onestà e la professionalità di persone con le quali siamo entrate in contatto online?

Il web, così come Facebook, è un ritrovo virtuale senza alcun tipo di filtro e quindi destreggiarsi tra le piccole e grandi insidie non è semplicissimo.

Visionare i profili social non basta

A inizio attività, sicuramente la cosa più istintiva che mi è venuta in mente è stata quella di “controllare” proprio i profili social.

L’impatto visivo è importante, ci mancherebbe. E anche visionare i profili Facebook o Instagram, lo è. Ma per capire con chi abbiamo a che fare il processo è molto più lungo e complesso.

Dopo aver ricevuto una serie di candidature e dopo la visione dei curriculum vitae, in Mamsitter Italia si procede ad un colloquio telefonico con le risorse individuate.

Per capire quanto la persona sia affidabile, il controllo delle referenze assume un’importanza imprescindibile e anche verificare se la baby sitter abbia avuto una collaborazione duratura con una famiglia, aggiunge importanti tasselli alla valutazione complessiva.

L’esperienza nel campo della selezione del personale mi permette di affermare che l’empatia e il continuo esercizio di chi procede alla selezione rappresentano discriminanti fondamentali per la buona riuscita della ricerca.

Perché…

Sul curriculum può anche esserci scritto Mary Poppins, ma se non scatta quella molla, non c’è niente da fare, bisogna passare oltre.

Un colloquio di lavoro è un appuntamento al buio, dove tutte le persone coinvolte devono poter sentire quella sensazione di serenità che garantirà una collaborazione duratura nel tempo.

Selezione fai da te. No Agenzie?

Rivolgersi a un’agenzia o a un Recruiter, piuttosto che ad un Head Hunter, comporta un vantaggio in termini di tempo e di denaro.

È chiaro che il numero di persone che entrano in contatto con queste realtà è ben diverso da quello che potrebbe raggiungere un genitore che non riesce ad orientarsi su quale canale scegliere.

Inoltre ci saranno sicuramente baby sitter che avranno già collaborato con loro, e che quindi saranno già state, per così dire, testate sul campo.

In ultimo ma non meno importante, è la considerazione che la community di mamme che ci supporta, è diventata una foriera di eventuali segnalazioni, sia in positivo che in negativo.

Baby sitter, Baby Taxi, Tate notturne: le differenze

In ogni ricerca esistono metodi valutativi e candidate che vengono scelte ad hoc, a seconda delle esigenze.

Alcuni esempi:

Il Baby Taxi è un aiuto che consiste nel prendere o riportare i bambini o i ragazzi, a/da scuola o nelle attività ricreative. L’impegno di solito è di poche ore a settimana.

In questo caso personalmente prediligo candidate più mature a livello anagrafico, per una questione di responsabilità e di esperienza con gli spostamenti in auto e la gestione dei minori.

Nella ricerca delle Baby sitter, molto dipende dalla fascia di età dei piccoli dei quali andranno a occuparsi.

Da zero a 18 mesi, di solito ci interfacciamo con persone che abbiano esperienza in asili nido, che siano in possesso di un certificato di primo soccorso e di manovre di disostruzione pediatriche e che abbiano esperienza principalmente con neonati.

L’età media delle candidate oscilla tra i 35 e i 45 anni, meglio se mamme.

Ma ovviamente rimane sempre qualche valida eccezione.

Per quel che concerne le Tate notturne, il discorso cambia.

Vero è che in alcuni casi è meglio affidarsi a delle puericultrici ma di solito chi si offre per assistenza notturna capisce perfettamente cosa voglia dire passare una notte senza dormire.

Dando così il cambio alla mamma, permettendole di riposare diverse ore di seguito così da riuscire a recuperare le energie psico-fisiche.

In questo caso ci affidiamo a persone con più esperienza e l’età media oscilla tra i 35 e i 50 anni.

Bonus Baby Sitter Covid-19

Tra le misure a sostegno delle famiglie in difficoltà, il bonus baby sitter è stato introdotto dal governo e sarà erogato dall’Inps.

Spetta, in alternativa al congedo parentale, ai lavoratori del settore privato, agli iscritti alla gestione separata e agli autonomi, compresi gli iscritti alle casse professionali.

Il sostegno è pari a 60 ore di lavoro, per un massimo di 600 euro, arrivando a 1000 euro per i dipendenti del settore sanitario e per gli addetti alla sicurezza, alla difesa e al soccorso pubblico.

A chi spetta

Ne hanno diritto i genitori e i genitori affidatari.

Riguarda i bambini al di sotto dei dodici anni, tranne in caso di handicap dove il limite di età decade.

Come richiederlo

Per poterlo richiedere bisogna accedere al sito www.inps.it con le credenziali SPID o con il pin dispositivo.

Bisogna attivare il libretto di famiglia e compilare la domanda di richiesta bonus direttamente online.

Si può richiedere sia per collaborazioni occasionali, sia per personale già assunto e sia nei confronti di risorse che abbiano avuto già un contratto con la famiglia che procede con la richiesta.

Purché non siano trascorsi sei mesi dalla cessazione.

La baby sitter dovrà iscriversi al sito come collaboratrice.

Una volta concesso il bonus, la famiglia che ne ha fatto richiesta dovrà registrare l’appropriazione sul libretto di famiglia, entro 15 giorni dall’accoglimento della domanda.

Una volta erogato il bonus sul libretto, i richiedenti dovranno comunicare le ore che effettivamente la baby sitter avrà lavorato entro il 3 di ogni mese.

Il relativo compenso verrà erogato direttamente dall’Inps, entro il 15 dello stesso mese, sul conto corrente indicato dalla collaboratrice al momento dell’iscrizione.

Con l’erogazione del Bonus Baby Sitter, almeno fino a settembre, anche le mamme che lavorano in remote working, avranno la possibilità di dedicarsi alle proprie attività con un aiuto nella gestione dei propri figli.

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