Il coraggio di guardarsi allo specchio

C’era una volta l’idea che avevamo di noi. Di quella donna che attraversava imperterrita ogni peripezia e ogni relazione, indomita e sicura di essere nel giusto.

C’era una volta l’idea che gli altri avevano di noi. Una figlia per bene, una studentessa modello, una fidanzata che non rompesse troppo i coglioni.

C’era una volta qualcosa che si è rotto, dentro, giù.

Arriva un momento nella vita, prima o poi, all’interno del quale ci rendiamo conto di non essere quello che pensavamo di essere. E incontrarci sul serio non è cosa semplice.

In questo periodo di quarantena, ad esempio, la grande sofferenza che proviamo non è data solo dalle preoccupazioni sulla salute nostra e dei nostri cari o sulle questioni meramente economiche.

È questo quello che sognavi per te?

In questo momento la gente ha una grandissima paura: quella di realizzare a che punto si è con la propria vita. Una volta un mio amico mi disse: “È questo quello che sognavi per te? Perché più è grande il divario tra quello che vorresti e quello che hai, e più è grande la tua insoddisfazione”.

Ed ora, io, che a quella domanda ho risposto con continue scelte che hanno cambiato per sempre il corso degli eventi, chiedo a mia volta: “È questo quello che sognavi per te?”

Il dover rimanere chiusi in casa, senza avere la possibilità di stordirsi con estetista/palestra/aperitivo e cena o l’essere costretti a vivere una convivenza simbiotica, con un partner che magari sapevamo già non essere più per noi, ci può star stretto, ad esempio.

Molto più stretto del doversi adattare a normative che imperano in nome della salute pubblica.

Quante persone conoscete che riescono a tenere alto l’umore o che riescono a stare serene in questo momento? Quante ne avete intorno a voi che danno la colpa al governo, ai complotti, alle scie chimiche o ai clorofluorocarburi (Maccio Capatonda docet)?

L’essere costretti a fermarsi, ci costringe per forza a dover riflettere su argomenti che avremmo rimandato volentieri, diciamo… per sempre?

Sul senso stretto della vita, sulle priorità, sugli affetti, oggi siamo tutti chiamati a pensare. Tanti di noi elimineranno le cose superflue, tanti non sapranno da che parte cominciare a ricostruirsi.

Il coraggio di guardarsi al specchio
Il coraggio di guardarsi allo specchio

Il Re è nudo

Tanti altri rimarranno uguali a loro stessi, ma credo la maggior parte non sarà mai più quella di prima.

Tendiamo a fuggire dai nostri mostri interiori da sempre. E non si tratta di psicologia spicciola, ma di arrivare a dire “Il Re è nudo”.

E così, come siamo davvero fatte, abbiamo l’obbligo di fare pace con noi stesse. Dobbiamo perdonarci se abbiamo illuso, ferito, odiato.

Dobbiamo perdonarci se siamo state arriviste, egoiste, egocentriche, superficiali o semplicemente sciocche.

Dobbiamo fare pace con quell’amore che non abbiamo avuto il coraggio di scegliere e di vivere e abbiamo il dovere di coltivare tutto quello che di positivo siamo riuscite a costruire.

Sarà una rubrica che parlerà di coraggio

Questa rubrica parla e parlerà di coraggio, di atti coraggiosi in senso ampio.

Perché l’Amore fa paura più della guerra, e ci vuole coraggio per andarselo a prendere.

Conosco molte persone che vivono matrimoni (o convivenze) ormai alla deriva, ma che decidono imperterrite di continuare a farsi del male. O donne che subiscono condizioni non proprio idilliache, nel nome di una famiglia che in realtà non c’è.

Io credo, dall’alto di tutti i miei grandissimi fallimenti, che se in una coppia uno dei due rema e l’altro sta fermo, inevitabilmente si finirà per girare in tondo. Inevitabilmente quello che avrà remato sarà stremato, in fin di vita, quantomeno emotivamente. E l’altro continuerà a non scomodarsi nel dover fare la sua parte.

Ecco. Non è colpa degli altri, dell’altro, dell’altra.

È colpa nostra.

Perché in un posto dove non vogliamo stare, non dobbiamo stare.

Perché è inutile lamentarsi per cambiare le cose, quando sappiamo benissimo che le cose non cambieranno.

Perché da un limone non potremo ottenere un succo di arancia, per quanto potrete continuare ad incazzarvi con il vostro lui.

Quindi, il coraggio di guardarsi allo specchio, consiste proprio nel dirsi “È colpa mia, se non ho la vita che vorrei”.

Il cuore oltre l’ostacolo

E allora sì, che potremo avere la possibilità di ripartire di nuovo, per fare sicuramente nuovi errori ma gettando il cuore oltre l’ostacolo.