#Ioresto #milano❤

Lei è Lisa, è abruzzese. Ha raccontato la sua storia in un post di Facebook.

Alla fine gli hashtag #ioresto e #milano❤. Perché a volte la vita si fa difficile, ti mette davanti a delle prove e tu devi scegliere. Chi vuoi essere, dove vuoi arrivare e come vuoi davvero viverla.

Lisa lo ha fatto, ha scelto. E oggi eccola, con i suoi occhioni pieni di speranza. Lisa abita a Milano. Ha lavorato in una casa editrice e oggi cura la comunicazione per una società che organizza eventi. C’è il Coronavirus, Lisa lavora da casa. Non si sa ancora come andranno le cose.

Ma oggi, ancora come tre anni fa, la sua città profuma di futuro.

Lisa e Milano, Io Resto

Lisa a Milano

«Ho messo per la prima volta piede a Milano il primo dicembre del 2017.
Non ci ero mai stata prima in vita mia, e in dieci minuti avevo già deciso che avrei voluto venire a viverci.

Ho preso in affitto una stanza senza neanche vederla e nel giro di un mese ero qui, con una valigia, i miei disegni, qualche libro e tante illusioni.

Sono arrivata a Milano dopo – o forse durante – il periodo più brutto della mia vita, il periodo in cui per molti mesi, ogni giorno, mi sono chiesta che senso avesse alzarmi dal letto la mattina.

Un periodo in cui ho perso 12 chili, ho cambiato aspetto, ho pianto tutte le mie lacrime e ho creduto che non ce l’avrei fatta e poi, piano piano, ho ricominciato a vedere i colori, a sentire i profumi, ad ascoltare la musica.

A uscire dalla nebbia grigia che durante quei mesi aveva avvolto la mia vita e appannato tutto.
Milano mi ha accolta con l’aplomb di una vecchia zia distinta e generosa, e come tale mi ha amata, coccolata e a volte anche rimproverata e messa di fronte alla realtà.

Mi ha consolata con la sua bellezza riservata ed elegante e mi ha offerto prospettive che non avrei trovato in nessun altro posto al mondo.

Milano mi ha regalato l’indipendenza, economica e individuale; la maturità, come persona e come donna; la convinzione che tutto ciò che ha un inizio, avrà anche una fine; che gli imprevisti, e anche le catastrofi, non possono essere evitati, ma possono essere affrontati, e che tutto ciò che dobbiamo fare è resistere, giorno per giorno; che a volte bisogna appassire, cadere e morire per poter rinascere e poi rifiorire.

E che se lo hai fatto una volta, sarai in grado di farlo ancora.

Non ti lascio Milano, io resto qui ancora un po’. Hai ancora qualche lezione da darmi. E io ho ancora tanto da imparare da te» .