I maschi.

Li lasci a giugno con la voce di Nick Luciani – ex frontman dei Cugini di Campagna – e li ritrovi a settembre, terza media, con il timbro di Joe Cocker. Per la verità, qualcuno alterna ancora, con passaggi piuttosto bruschi, gli squittii di Alvin ai bassi profondi di Rag’n’Bone Man.

Le femmine.

Prima dell’estate, erano delle giovinette consacrate ad Artemide, hair look alla Fantaghirò, e le rivedi, versione piercing al naso e smalto nero, Brenda e Kelly – 64016 Sant’Egidio alla Vibrata.

Quello che il tempo di un’estate non ha alterato in loro è il metabolismo da felini di grossa taglia. Esso li porta a sbranare schiacciatine al rosmarino, mentre citi il revanchismo francese; deglutire brioches intere – non senza averne prima scoppiato la confezione – nel momento delicatissimo in cui distingui tra predicativo del soggetto e dell’oggetto; assorbire con risucchio cioccolate calde prese a tradimento al distributore – sosta intermedia tra il bagno e l’aula – nel pieno della descrizione del panorama di cui si gode dal castello dell’Innominato.

Sì, sono un po’ indietro col programma.

E quando finalmente Filippo arriva a leggere del voto di Lucia e della conversione del suo carceriere, qualcuno fa schioccare un chewing gum tra la lingua e gli alveoli. Segue, da parte tua, un’occhiataccia sulla classe alla ricerca del colpevole.

E non puoi non notare le dita della mano sinistra di Alessia incastrate in quelle della destra di Piergiorgio.

Testimoni le cicche appiccicate sotto i banchi, i loro rispettivi arti si sono trasformati in due ganasce serrate.  La presa, infatti, non permette a nessuno dei due di svincolarsi per portare, ad esempio, entrambe le mani al volto in caso di starnuto. In quel frangente, anzi, le falangi dell’uno e dell’altro scorrono in una stretta maggiormente decisa e, più che dita, sembrano le leve per la chiusura dei pattini in linea.

La loro relazione pare vada avanti da un po’, vuoi perché destrorsa lei, mancino lui. Non manca certo qualche difficoltà: scrivere appunti, senza reggere il quaderno, significa inesorabilmente il trascinamento di quest’ultimo sul banco per il movimento del gomito; togliere il tappo alla penna diventa un’operazione in cui è necessario il concorso dei denti; cancellare con la punta blu della gomma determina una serie di corrugamenti sul foglio.

La nuova condizione, comunque, non inibisce minimamente l’abilità di Piergiorgio nel lancio sul posto e all’indietro della bottiglietta d’acqua, che gli ricade perfettamente in piedi sul banco. E dalla destrezza del suo tiro mancino si lascia ipnotizzare. Trascura per qualche istante il dovere della sua destra e per sempre quello di conoscere le cause della Prima guerra mondiale, i fondamentali dell’analisi logica, la confessione a Federigo Borromeo.

Le cicche sotto il banco, invece, tutto questo lo sanno.

  • Secondo voi, questi quanto durano?
  • Finisce che, passata l’epidemia di peste, i due si ritrovano e si sposano.
  • Ma no, Brooklyn, smettila di fare la secchiona! Hubba Bubba intendeva Coso e Cosa seduti qui!
  • Senti, Air Action, io sarò anche una secchiona… ma tanto lo sappiamo tutte che tu sei una da una masticata e via.
  • Parli tu, che sai di cannella! Quanto pensavi di durare nel palato di un adolescente?
  • Ragazze, ragazze. Io ci sono dagli anni Novanta e, datemi retta, se vogliamo rimanere attaccate qui sotto, dobbiamo restare unite.
  • Hai ragione, Hubba Bubba. Sentito, Brooke?
  • E non chiamarmi in quel modo!
  • Insomma, smettetela! O volete fare la fine delle Big Babol? Troppo arroganti e piene di sé… continuavano a raccontare i loro soliti palloni e finiva che precipitavano una dopo l’altra, si spiaccicavano a terra e poi sotto le suole dei Cosi e delle Cose seduti qui. Un’agonia lenta e dolorosa.
  • A proposito, ma perché lui porta le scarpe invernali e i pantaloni arrotolati sopra la caviglia?
  • Si chiama risvoltino, Brooklyn, cara. Ed è proprio questo che non mi convince… come possono due Converse allacciare con un paio di Air Max?
  • Permettimi, Hubba… non ti mancherei mai di rispetto, ma è ora che tu sappia che, dalla fine dei Novanta, ne sono cambiate di cose. Le Converse non sono un più status symbol del genere intellettualoide post-punk. Ora si portano pulite. E allacciate, anche annodate intorno alla caviglia, come vedi, e possono benissimo uscire insieme a delle Nike. È la globalizzazione, del resto, e non ci sono più dualismi.
  • Sarà… ma ieri ho visto Cosa che ha acceso il cellulare di nascosto…
  • … E?
  • Beh, non ho potuto non guardare il display…
  • Insomma, Brooklyn, vuoi farci rinsecchire del tutto?
  • Ecco… le ha scritto Filippo su Telegram: non vede l’ora di partire per la gita a Matera…
  • Ma chi? Coso con le Sneakers lucide, seduto là davanti? Ma non sta con la tipa delle Vans dell’altra sezione?
  • Una storia già vista, bambine mie… che abbiano portato i pantaloni a zampa, a sigaretta, a palazzo o infilati negli stivali…
  • Sì, ma resta sempre il fatto che lui sente la Trap, invece lei è decisamente più da Billie Eilish!
  • Billie, chi?
  • Oh! Andiamo, Brooke! Billie Eilish! È sulla bocca di tutti!
  • Beh, per conoscerla, devi esserlo anche un po’ tu, mia cara…
  • La smetterete mai voi due? Ma… ma… che accidenti è?
  • Ahh ci risiamo! È Coso, qui sopra, con quella bottiglietta. Ci farà staccare tutte!
  • E quella, pure, che aspetta a interrogarlo? Alla lavagna, lo deve mandare!
  • Resistete, ragazze mie… a breve ci saranno spostamenti interessanti!
  • E…etciù!

La sinistra si è appena ricongiunta alla destra, sul volto di Alessia.