Coppiette al Peperoncino. Hanno il gusto dell’antipasto che si mangia di solito negli chalet di montagna. Quelli affollati di turisti che ancora hanno addosso la tuta da sci con su la neve. Il sapore della carne di maiale essiccata è forte e un pezzetto ne tira un altro. E un altro ancora. E queste non sono piccanti, sono piccantissime. Sono rosso come il fuoco e accendono il palato di sapore che a mangiarle, sembra quasi fare un peccato!

Eccole, sono le “Coppiette di Maiale al Peperoncino”. Sono il prodotto a marchio Euro Cash che porterà a breve anche il logo di Cuore, Corna e Confetture.

Le ha scelte per noi Andrea Di Cintio, imprenditore avezzanese di 35 anni. La storia della sua azienda viene da lontano ed è fatta di impegno, sacrifici e tanto lavoro.

Pietro Di Cintio

«Mio nonno ha iniziato in una stanzetta grande così», dice mentre indica il perimetro dell’ufficio che si trova al terzo piano di via Sant’Andrea, ad Avezzano, nell’amministrazione. «Nonno Pietro è nato nel 1916 a Castellafiume. Insieme a mia nonna, Gina, da giovane aprì un minimarket nella piazzetta storica del paese.

Ebbero cinque figli.

Hanno lavorato tanto.

Dopo qualche anno, dietro al negozio misero anche la macelleria. Prima erano altri tempi», continua Di Cintio, «gli animali venivano macellati sul retro del negozio, così il sangue finiva direttamente nel fiume. Per cose del genere al giorno d’oggi si finirebbe in galera», sorride e va avanti nel racconto, «nonno si riforniva di merce ad Avezzano.

All’epoca per fare su e giù si impiegavano tempo e risorse.

Al piano terra conserviamo ancora il suo attestato, l’onorificenza conferitagli dal presidente Pertini, controfirmata da Forlani. Ne andava fiero. Era il riconoscimento al lavoro di una vita, che era riuscito poi a trasmettere ai suoi figli e anche ai nipoti».

Una volta ad Avezzano sull’attività di famiglia hanno investito i figli Claudio e Elio. «Dal 1992 al ’96 fu costruita la muratura che oggi è la struttura di via Sant’Andrea», ricorda Di Cintio, «erano gli anni in cui bisognava scegliere di mantenere un’azienda a capacità limitata o se fare un investimento importante e realizzare un mattatoio che rispettasse le norme della Comunità Europea.

Scegliemmo l’investimento più grande e ci lanciammo in un mercato che sapevamo già per esperienza fortemente in espansione. Andò tutto bene fino a quando arrivò il morbo della mucca pazza e poi la diossina per i suini.

Ci fu un crollo vertiginoso.

Nel 2002 chiudemmo la società. Io ero solo un ragazzo, avevo circa 19 anni e mi ricordo lo sconforto di mio padre, di mio zio».

Proprio dalle “ceneri” di quella prima esperienza imprenditoriale arriva subito dopo Euro Cash. «Il nome viene proprio dalla “voglia di Europa” che si aveva in quegli anni», prosegue Di Cintio, «da lì ricominciammo. Aprimmo una nuova società, ci rimboccammo le maniche e ripartimmo».

7 Luglio 2015. Ore 9.30. Le fiamme, il fumo, il timore che stavolta era davvero finita. Un incendio enorme avvolge Eurocash.

Era una mattina come un’altra. Di Cintio era nella sua azienda con i suoi dipendenti. Il veterinario, c’erano tutti. All’improvviso prende vita un incendio. Partiva dai pannelli.

«Sono stati minuti che però sono sembrati un’eternità», inizia a raccontare, «io ero dentro. Con me persone che qui dentro ci lavorano da una vita. Ricordo il fumo. La paura. Stavo in macellazione. Ho pensato solo agli estintori. Ne ho usati sette. Sapevo che il fuoco una volta arrivato ai pannelli avrebbe distrutto tutto. Poi altri cinque estintori a Co2. Mi mancava l’aria. Il veterinario Camerlengo, che da anni è attivo anche nella Croce Rossa, continuava a gridare: “Spegni il gas, Andrea corri a chiudere il gas!”.

Dentro c’erano le bombole.

Sono riuscito a fare tutto. Nella testa c’era il ricordo di un’azienda vicina che con un incendio aveva perso tutto. Poi mi sono sentito afferrare da dietro. Un mio dipendente mi ha preso di forza e mi ha buttato fuori. Mi girava la testa, avevo respirato troppo fumo. Sono arrivati i vigili del fuoco. Hanno spento tutto. Sono stati bravissimi e non smetterò mai di ringraziarli. Io sono stato portato in pronto soccorso. Ricordo ancora il giorno dopo i titoli sui giornali».

No. Non è stata la fine nemmeno quella volta. Perché nella vita si inciampa, si cade. Ma è allora che ci si rialza e ci si rialza più forti.

Machiavelli ce lo ha insegnato sui libri letti a scuola.

La vera virtù di un principe sta nel saper mettere in conto gli accadimenti dettati dalla “fortuna”. Gli imprevisti possono arrivare. Dominarli ti rende vincitore.

E insieme alla sua famiglia, a suo padre, a suo zio e al fratello Giuseppe, Andrea Di Cintio si è rialzato. Più forte di prima.

«Mi ricordo i primi giri alle banche», commenta l’imprenditore, «e la forza che mi diede allora il direttore della Banca del Fucino. Mi concesse del credito e ci diede di fatto la possibilità di ricominciare. Trovai anche porte chiuse ma quella strada con la luce arrivò tra le altre buie».

Oggi l’azienda Eurocash, che si occupa di macellazione, vendita all’ingrosso e al dettaglio di carni ha circa 80 dipendenti. Perché oltre alla struttura in via Sant’Andrea ha anche molti supermercati sparsi in tutta la Marsica: a Capistrello, Civitella Roveto, Magliano de’ Marsi, Trasacco e Tagliacozzo.

Alla fine della chiacchierata Di Cintio confida: «Una quarantina di dipendenti sono donne. In questa azienda abbiamo visto nascere tanti bambini. Tante di loro negli anni sono diventate anche amiche, si confidano e mi raccontano della loro vita. Si può dire di tutto ma a dire il vero le donne sono le più precise, le più ordinate, le più pulite».

«Quando ho assunto per la prima volta una ragazza nata nel 2000 ho capito che ormai mi sto facendo vecchio», scherza Di Cintio mentre sistema su un tagliere le coppiette da fotografare. Intanto sale Martina, venti anni.

Lavora al front office, è la prima persona che ci si trova davanti entrando nello stabile di Euro Cash.

«E stare lì non è semplice!», esclama, «ma lei è tosta». Martina sorrise, è piena di sé. Su un braccio tanti tatuaggi colorati che sembrano mostrare una personalità forte. Credo che Di Cintio abbia ragione su di lei.

«Le coppiette rimangono in essicazione per circa tre settimane», conclude mentre intanto è stato raggiunto in ufficio da Lucia, la moglie e dalla spumeggiante Tiziana, la loro bimba di sette anni, che subito gli stringe le braccia intorno al collo, «sono lavorate con molte spezie che danno un sapore molto accattivante e sicuramente non comune.

Le Coppiette le abbiamo scelte al Peperoncino per dare un tocco di colore e sapore a Cuore, Corna e Confetture!».

Ora non resta altro che attendere il giudizio dei lettori che assaggeranno le Coppiette al Peperoncino di Euro Cash!

Le Coppiette al Peperoncino